Automazione
controllata da microcontrollore
Quando
un dispositivo non è relegato ad una singola realizzazione
ma deve essere prodotto in un certo numero di pezzi che devono svolgere
le stesse funzioni, o funzioni
similari per essere offerto ad un pubblico più vasto, è
spesso conveniente che la sua unità
centrale di controllo sia costituita da un microcontrollore
piuttosto che da un
gruppo di relè o da una PLC.. Scegliendo un microcontrollore idoneo
all'applicazione che si intende sviluppare
il costo risulterà molto più basso di quello che si avrebbe utilizzando
una PLC e, se il progetto
dell'elettronica è eseguito correttamente, il dispositivo risultante
sarà più affidabile e
più veloce di quanto sarebbe se si fosse utilizzata una PLC.
Lo sviluppo del programma per il
microcontrollore non ha un costo sensibilmente diverso di quello che
si avrebbe per programmare una PLC. L'unico punto di svantaggio è
costituito dalle spese di sviluppo e di
attrezzatura iniziali (progetto dello schema elettric e dei circuiti
stampati). Tuttavia spesso è sufficiente
un numero relativamente basso di pezzi per giustificare la spesa
iniziale.
Il costo di sviluppo può essere anche
modesto se l'applicazione si presta ad essere risolta con
circuiti già sviluppati, da personalizzare solo parzialmente.
- funziomi
similari: Se una
macchina è costruita per eseguire un determinato lavoro, con
molta probabilità ha dimensioni legate al lavoro che deve svolgere e
quindi ha una struttura meccanica ben definita. Un costruttore, per
soddisfare le esigenze della sua clientela potrebbe però differenziare
la sua produzione e offrire macchinari che svolgono sostanzialmente lo
stesso compito ma che hanno dimensioni, prezzo e funzioni accessorie
diverse. Il cuore del controllo di tali macchine potrebbe essere lo
stesso microcontrollore con una memoria non volatile (EEPROM) ove sono
memorizzate le personalizzazioni della macchina (abilitazione delle
funzioni accessorie, corse degli assi elettrici etc...). Tale approccio
permette di mettere a magazzino uno stesso dispositivo di controllo
base, per poi personalizzarlo all'atto dell'inserimento nella macchina,
similmente a quanto avverrebbe con una PLC, con la differenza che è
possibile limitare i parametri programmabili dall'istallatore in modo
da limitare o eliminare i rischi di danneggiamenti che potrebbe causare
una eventuale manomissione del programma da parte di terze persone.(un
esempio lo forniscono i costruttori di automobili che hanno introdotto
centraline computerizzate accessibili solo dal proprio servizio di
assistenza)
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- microcontrollore:
Rappresenta a tutti gli effetti una PLC integrata su un unico cristallo
di silicio (monolitica). In sostanza si tratta di un microprocessore
che contiene al suo interno tutte (o quasi) le risorse necessarie
quali: memoria programma, memoria dati, porte di ingresso/uscita
digitali e analogiche, contatori, temporizzatori, controlli di
sicurezza (watch-dog), generatori di forme d'onda PWM, canali di
comunicazione seriale (per current-loop, RS232, RS422, RS485 etc..) e
bus di campo (CAN, USB)
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