Studio Dott. Ing. Silvio Lugato

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Automazione controllata da microcontrollore

Quando un dispositivo non è relegato ad una singola realizzazione ma deve essere prodotto in un certo numero di pezzi che devono svolgere le stesse funzioni, o funzioni similari per essere offerto ad un pubblico più vasto, è spesso conveniente che la sua unità centrale di controllo sia costituita da un microcontrollore piuttosto che da un gruppo di relè o da una PLC.. Scegliendo un microcontrollore idoneo all'applicazione che si intende sviluppare il costo risulterà molto più basso di quello che si avrebbe utilizzando una PLC e, se il progetto dell'elettronica è eseguito correttamente, il dispositivo risultante sarà più affidabile e più veloce di quanto sarebbe se si fosse utilizzata una PLC.

Lo sviluppo del programma per il microcontrollore non ha un costo sensibilmente diverso di quello che si avrebbe per programmare una PLC. L'unico punto di svantaggio è costituito dalle spese di sviluppo e di attrezzatura iniziali (progetto dello schema elettric e dei circuiti stampati). Tuttavia spesso è sufficiente un numero relativamente basso di pezzi per giustificare la spesa iniziale.

Il costo di sviluppo può essere anche modesto se l'applicazione si presta ad essere risolta con circuiti già sviluppati, da personalizzare solo parzialmente.

  • funziomi similari:  Se una macchina  è costruita per eseguire un determinato lavoro, con molta probabilità ha dimensioni legate al lavoro che deve svolgere e quindi ha una struttura meccanica ben definita. Un costruttore, per soddisfare le esigenze della sua clientela potrebbe però differenziare la sua produzione e offrire macchinari che svolgono sostanzialmente lo stesso compito ma che hanno dimensioni, prezzo e funzioni accessorie diverse. Il cuore del controllo di tali macchine potrebbe essere lo stesso microcontrollore con una memoria non volatile (EEPROM) ove sono memorizzate le personalizzazioni della macchina (abilitazione delle funzioni accessorie, corse degli assi elettrici etc...). Tale approccio permette di mettere a magazzino uno stesso dispositivo di controllo base, per poi personalizzarlo all'atto dell'inserimento nella macchina, similmente a quanto avverrebbe con una PLC, con la differenza che è possibile limitare i parametri programmabili dall'istallatore in modo da limitare o eliminare i rischi di danneggiamenti che potrebbe causare una eventuale manomissione del programma da parte di terze persone.(un esempio lo forniscono i costruttori di automobili che hanno introdotto centraline computerizzate accessibili solo dal proprio servizio di assistenza)ritorna all'inizio pagina
  • microcontrollore: Rappresenta a tutti gli effetti una PLC integrata su un unico cristallo di silicio (monolitica). In sostanza si tratta di un microprocessore che contiene al suo interno tutte (o quasi) le risorse necessarie quali: memoria programma, memoria dati, porte di ingresso/uscita digitali e analogiche, contatori, temporizzatori, controlli di sicurezza (watch-dog), generatori di forme d'onda PWM, canali di comunicazione seriale (per current-loop, RS232, RS422, RS485 etc..) e bus di campo (CAN, USB)ritorna all'inizio pagina


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